Uno degli errori più comuni nella costruzione di sistemi CAA è concentrarsi esclusivamente sulla comunicazione funzionale: mangiare, bere, andare in bagno, chiedere oggetti, esprimere dolore. Questi sono certamente bisogni importanti, ma ridurre la comunicazione a soli bisogni primari equivale a trattare la persona come un bisogno ambulante, non come un essere umano completo.
Gli esseri umani comunicano per ragioni moltissime: per fare domande, per esprimere opinioni, per condividere esperienze, per raccontare storie. Ma anche — e forse soprattutto — per ridere, per scherzare, per giocare con le parole, per fare battute. L'umorismo è una funzione comunicativa fondamentale. È uno strumento di connessione sociale, di gestione delle tensioni, di affermazione dell'identità.
Le persone che usano la CAA hanno un senso dell'umorismo esattamente come chiunque altro. Hanno ironie da condividere, battute da fare, momenti di leggerezza da regalare. Se il loro sistema non include il vocabolario per farlo, vengono private di una dimensione essenziale dell'espressione di sé.
Un sistema CAA completo dovrebbe includere parole come "scherzo", "ridere", "divertente", "strano", espressioni idiomatiche, il vocabolario per commentare qualcosa di assurdo o comico, per fare una battuta, per scherzare con un amico.
Allo stesso modo, il vocabolario per il gioco — nei bambini, ma anche negli adulti — è essenziale. "Ancora", "il mio turno", "hai perso", "giochiamo a...", "no, non ho voglia": le funzioni comunicative del gioco sono ricche e variegati, e meritano la stessa attenzione di qualsiasi altra funzione.
