I sensori a pressione — comunemente chiamati switch o interruttori — sono dispositivi apparentemente semplici che possono aprire possibilità comunicative e operative enormi per persone con gravi limitazioni motorie. Ne esistono di moltissimi tipi, ognuno progettato per rispondere a movimenti diversi con caratteristiche fisiche diverse.
Il principio di funzionamento è sempre lo stesso: quando lo switch viene attivato — con una pressione, un tocco, un soffio, un movimento — invia un segnale al dispositivo collegato (comunicatore, computer, giocattolo, carrozzina) che produce un effetto. Questo effetto può essere la selezione di un simbolo in un sistema a scansione, l'attivazione di un giocattolo, la riproduzione di un messaggio.
Tra gli switch più comuni troviamo il Big Red — un grosso interruttore a pressione, ideale per chi ha movimenti poco precisi ma buona forza — il Jelly Bean, più piccolo e sensibile, il Microlight, che risponde al minimo tocco, e il Button Finger, indossabile. Esistono anche switch per controllare con il soffio, con la guancia, con i muscoli facciali. Praticamente qualsiasi movimento volontario controllabile può diventare uno strumento di accesso.
La valutazione per la scelta degli switch giusti non è una questione di catalogo. Richiede osservazione attenta della persona — quali movimenti ha, quali sono più affidabili, quali sono più facilmente generabili senza fatica eccessiva — e una fase di trial in cui diverse opzioni vengono sperimentate in contesti reali.
Ricordiamo che i sensori non servono solo per la comunicazione aumentativa: possono essere usati anche per attivare giocattoli adattati, per controllare oggetti di vita quotidiana, per giocare al computer. Strumenti di apprendimento, di gioco, di autonomia.
