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    Il quaderno dei resti: comunicare attraverso la memoria condivisa

    27 Agosto 2025di Roberta Cristofani

    Il quaderno dei resti — chiamato anche quaderno della memoria — è uno dei più creativi e significativi strumenti della CAA. Si tratta di un diario, costruito con la persona con bisogni comunicativi complessi, nel quale vengono riportate le attività significative vissute: a casa, a scuola, in centro diurno, nei momenti di svago.

    Cosa lo distingue da un comune diario? Prima di tutto, la partecipazione attiva della persona nel suo confezionamento. Non è un documento scritto dagli adulti su di lei. È uno strumento costruito insieme a lei, attraverso foto, disegni, oggetti, frammenti concreti delle esperienze vissute. Un biglietto del parco giochi visitato. Le foglie raccolte in giardino. Un volantino di un evento. Questi "resti" sono frammenti tangibili dell'esperienza, che possono diventare una prima forma di rappresentazione simbolica.

    Il quaderno dei resti serve a più cose. Crea spunti comunicativi: chi lo legge conosce eventi che riguardano la persona e può usarli come base per la conversazione. La persona stessa può utilizzare il quaderno per condividere un'esperienza, rispondere a domande, indicare qualcosa o qualcuno di cui vuole parlare. Crea ponti tra i diversi contesti di vita della persona.

    È fondamentale non confondere il quaderno dei resti con un quaderno di consegne tra genitori e insegnanti. Non è un canale di comunicazione tra adulti. È uno strumento della persona, per la persona. Tutte le informazioni al suo interno devono essere accessibili a lei, attraverso immagini o materiali, non solo testo scritto.

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