Un aspetto che a chi si avvicina alla CAA per la prima volta può sembrare secondario — ma che nella pratica risulta assolutamente fondamentale — è la postura. Il modo in cui una persona è posizionata nello spazio ha effetti diretti sulla sua capacità di comunicare, di accedere ai suoi strumenti, di partecipare alle interazioni.
Il principio è semplice: se la persona non è ben posizionata, avrà maggiore difficoltà di movimento. Una postura scorretta, o semplicemente non ottimizzata per le esigenze di quella persona, richiede uno sforzo muscolare costante per mantenere l'equilibrio. Questo sforzo non è disponibile per altri movimenti, compresi quelli necessari per indicare, premere, guardare il comunicatore.
Al contrario, quando la persona è ben supportata nella sua postura — attraverso sedute appropriate, supporti, cuscini posturali, sistemi di contenimento — i muscoli coinvolti nel mantenimento dell'equilibrio possono "rilassarsi", liberando potenzialmente movimenti che prima non erano disponibili. Movimenti che possono diventare strumenti preziosi per la comunicazione.
La valutazione posturale è quindi parte integrante di qualsiasi intervento CAA che coinvolga una persona con limitazioni motorie. Non è un passo preliminare separato: è parte dello stesso processo. Il terapista occupazionale, il fisioterapista e il logopedista specializzato in CAA lavorano insieme per trovare la configurazione posturale che permetta alla persona di esprimere al meglio il suo potenziale comunicativo.
E la valutazione della postura deve sempre avvenire in modo contestualizzato: osservare la persona non quando è consapevole di essere osservata, ma quando è immersa in un'attività, quando mostra la sua postura naturale e abituale.
