In un intervento CAA che riguarda una persona con limitazioni motorie significative, la comunicazione non è l'unico aspetto da considerare. La mobilità, il controllo dell'ambiente, la capacità di agire in modo indipendente nel mondo fisico sono dimensioni ugualmente importanti, e spesso profondamente intrecciate con quelle comunicative.
La carrozzina elettrica — quando è appropriata al profilo motorio della persona — non è semplicemente un mezzo di trasporto. È uno strumento di autonomia, di libertà, di autodeterminazione. La possibilità di auto-mobilitarsi assume un'importanza fondamentale nella vita della persona, ed ancora di più nel bambino che per la prima volta si sperimenta come agente autonomo nel mondo.
Questo primo momento — la prima volta che un bambino con grave disabilità motoria si muove da solo, dirige la propria carrozzina verso ciò che vuole — ha un impatto trasformativo. Cambia la percezione che il bambino ha di sé stesso: non più oggetto di cura, ma soggetto che agisce. E cambia anche la percezione delle persone che lo circondano, che scoprono in lui una volontà, un'intenzione, un sé che prima non riuscivano a vedere.
I joystick per il controllo della carrozzina, come i sistemi di accesso ai comunicatori, possono essere adattati in modi molto diversi: standard, mini, proporzionali, con diverse sensibilità. E anche qui, la valutazione deve essere individualizzata, funzionale, contestualizzata.
Autonomia comunicativa e autonomia motoria si sostengono reciprocamente: una persona che può muoversi da sola ha più opportunità di comunicazione. Una persona che può comunicare efficacemente può guidare meglio il suo ambiente.
