La Comunicazione Aumentativa e Alternativa — conosciuta con l'acronimo CAA — è un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie che facilitano e potenziano la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad utilizzare i canali comunicativi più comuni, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura.
È importante chiarire fin dall'inizio un punto fondamentale: la CAA non è un metodo. È un approccio. Questa distinzione non è solo terminologica, ma tocca il cuore di come viene pensata e praticata. Un metodo è rigido, ha procedure fisse, si applica allo stesso modo per tutti. Un approccio, invece, è flessibile, si adatta alla persona, parte dai suoi bisogni, dalle sue risorse, dal suo contesto di vita.
La parola "aumentativa" indica chiaramente che l'obiettivo non è sostituire il linguaggio naturale, ma accrescerlo. La CAA si affianca a tutto ciò che la persona già sa fare: gesti, vocalizzi, sguardi, espressioni del viso. Non elimina nulla. Aggiunge possibilità.
La parola "alternativa" entra in gioco nei casi in cui il linguaggio orale non sia disponibile o accessibile: in quei contesti, vengono offerte modalità comunicative diverse che permettono comunque alla persona di esprimersi.
La CAA riguarda tutte quelle persone con complessi bisogni comunicativi che ne possono trarre beneficio. Non esistono prerequisiti cognitivi, di età o di abilità da possedere prima di iniziare. L'unico vero prerequisito, come recita uno dei principi fondamentali del campo, è la presenza di reali opportunità di comunicazione. Il punto di attenzione si sposta dunque dalla persona all'ambiente che la circonda: siamo noi — professionisti, educatori, familiari — a doverci mettere in gioco per creare quelle opportunità.
