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    CAA e SLA: comunicare fino alla fine

    10 Dicembre 2025di Roberta Cristofani

    La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una delle malattie neurologiche più devastanti che esistano. Progressiva, degenerativa, spesso rapidamente evolutiva, colpisce i neuroni motori lasciando progressivamente la persona incapace di muoversi, parlare, deglutire. Ma — e questo è fondamentale — non intacca le funzioni cognitive. Le persone con SLA mantengono pienamente la loro capacità di pensare, ricordare, ragionare, provare emozioni.

    In questo contesto, la CAA non è una scelta opzionale. È una necessità urgente. E la tempestività è cruciale: iniziare a lavorare con i sistemi di comunicazione aumentativa prima che il linguaggio verbale si deteriori significativamente permette di anticipare le difficoltà, di costruire competenze nell'uso degli strumenti, di registrare la voce naturale della persona per creare sintesi vocali personalizzate.

    Il percorso CAA nella SLA segue l'evoluzione della malattia. In una prima fase, quando il linguaggio verbale è ancora presente ma inizia a essere affaticato, si lavora su strategie di conservazione della comunicazione e sull'introduzione graduale di supporti. Con il progredire della malattia, l'accento si sposta verso strumenti più tecnologici, capaci di compensare la perdita progressiva delle funzioni motorie.

    Il puntatore oculare, in molti casi, diventa la soluzione finale: quando anche i movimenti delle mani, della testa, del respiro non sono più disponibili come strumenti di accesso, lo sguardo può rimanere funzionale a lungo. Attraverso il controllo oculare, molte persone con SLA hanno continuato a comunicare, a lavorare, a scrivere, a mantenere relazioni, a vivere la propria vita fino alla fine.

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