Le tabelle di comunicazione sono forse lo strumento più iconico della CAA. Quando le persone pensano alla comunicazione aumentativa, spesso immaginano proprio questo: una tavola con simboli organizzati su una superficie, che la persona usa per indicare o selezionare ciò che vuole dire.
Ma costruire una tabella di comunicazione efficace non è un compito banale. Richiede riflessione, personalizzazione, e una conoscenza approfondita della persona e dei suoi contesti comunicativi.
Il primo passo è capire a cosa servirà la tabella: per quali contesti? Con quali interlocutori? Per esprimere quali tipi di messaggi? Una tabella per la scuola sarà diversa da una per il pranzo in famiglia; una per l'adolescente sarà diversa da quella per il bambino piccolo.
Il secondo passo è la selezione del vocabolario. Qui si applica la distinzione fondamentale tra vocabolario di nucleo e vocabolario di fringe. Il vocabolario di nucleo è composto da un numero relativamente piccolo di parole molto frequenti e funzionali: verbi come "volere", "andare", "fare"; aggettivi come "grande", "ancora", "diverso"; pronomi e articoli. Queste parole vengono usate in tutti i contesti e con tutti gli interlocutori. Il vocabolario di fringe, invece, è specifico per contesto o per persona: nomi di persone, oggetti, luoghi legati alla vita particolare di quella persona.
L'organizzazione spaziale dei simboli sulla tabella deve essere coerente nel tempo. Spostare i simboli da una posizione all'altra ogni volta che si rifa la tabella rende l'apprendimento molto più difficile. La coerenza posizionale è uno dei principi più importanti nella costruzione di qualsiasi display comunicativo.
