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    Le tabelle di comunicazione: come si costruiscono e come si usano

    10 Settembre 2025di Roberta Cristofani

    Le tabelle di comunicazione sono forse lo strumento più iconico della CAA. Quando le persone pensano alla comunicazione aumentativa, spesso immaginano proprio questo: una tavola con simboli organizzati su una superficie, che la persona usa per indicare o selezionare ciò che vuole dire.

    Ma costruire una tabella di comunicazione efficace non è un compito banale. Richiede riflessione, personalizzazione, e una conoscenza approfondita della persona e dei suoi contesti comunicativi.

    Il primo passo è capire a cosa servirà la tabella: per quali contesti? Con quali interlocutori? Per esprimere quali tipi di messaggi? Una tabella per la scuola sarà diversa da una per il pranzo in famiglia; una per l'adolescente sarà diversa da quella per il bambino piccolo.

    Il secondo passo è la selezione del vocabolario. Qui si applica la distinzione fondamentale tra vocabolario di nucleo e vocabolario di fringe. Il vocabolario di nucleo è composto da un numero relativamente piccolo di parole molto frequenti e funzionali: verbi come "volere", "andare", "fare"; aggettivi come "grande", "ancora", "diverso"; pronomi e articoli. Queste parole vengono usate in tutti i contesti e con tutti gli interlocutori. Il vocabolario di fringe, invece, è specifico per contesto o per persona: nomi di persone, oggetti, luoghi legati alla vita particolare di quella persona.

    L'organizzazione spaziale dei simboli sulla tabella deve essere coerente nel tempo. Spostare i simboli da una posizione all'altra ogni volta che si rifa la tabella rende l'apprendimento molto più difficile. La coerenza posizionale è uno dei principi più importanti nella costruzione di qualsiasi display comunicativo.

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