Una delle convinzioni più radicate — e più errate — nel campo della CAA riguarda l'età: "è troppo piccolo per la CAA". Questa affermazione è falsa, e le conseguenze del ritardo nell'intervento possono essere significative.
Non esiste un'età minima per iniziare un intervento CAA. I bambini molto piccoli — anche sotto i due anni — possono beneficiare di un ambiente comunicativamente arricchito, di supporti visivi, di modelling sistematico. Il sistema comunicativo si costruisce attorno al bambino, con la complessità appropriata al suo sviluppo, e cresce insieme a lui.
Intervenire precocemente ha numerosi vantaggi. In primo luogo, previene o riduce la frustrazione comunicativa: un bambino che non riesce ad esprimere bisogni, desideri o pensieri sviluppa strategie alternative — spesso comportamenti problematici — per ottenere attenzione o risposta. Supportare la comunicazione fin dai primissimi anni riduce questa frustrazione.
In secondo luogo, un intervento precoce si inserisce nei periodi di maggiore plasticità cerebrale, quando l'apprendimento di nuove associazioni — simbolo/significato, gesto/referente — è più efficiente. Costruire schemi comunicativi nelle prime fasi dello sviluppo crea fondamenta solide su cui poi si può costruire.
Terzo, intervenire precocemente significa che la famiglia si forma e si abitua all'uso dei supporti comunicativi fin dall'inizio. I genitori diventano partner comunicativi competenti, capaci di modellare il sistema, di ampliarlo, di usarlo in tutti i contesti della vita quotidiana.
