Strettamente legato all'agenda visiva, ma con alcune caratteristiche proprie, l'orologio delle attività è uno strumento che permette di scandire un periodo di tempo più circoscritto — una mattina, una seduta terapeutica, un'attività specifica — attraverso una sequenza visiva di simboli.
Il nome "orologio" non deve trarre in inganno: non si tratta necessariamente di uno strumento circolare che ricorda un orologio tradizionale. Può assumere la forma di una striscia orizzontale o verticale, di una sequenza di tasche o pannelli, di qualsiasi display che presenti le attività in ordine. La caratteristica essenziale è che permette alla persona di vedere dove si trova nella sequenza e cosa verrà dopo.
L'orologio ha una funzione importante di regolazione dell'ansia: quando la persona sa cosa sta per accadere, può prepararsi emotivamente. Stipula, in un certo senso, un patto tra la persona e chi la supporta: "faremo queste cose, in quest'ordine, e poi finirà". Questo patto è rassicurante.
È consigliabile inserire all'interno della sequenza attività di gradimento o momenti di pura gratificazione per la persona — soprattutto alla fine, ma a volte anche nel mezzo come break. Questo non solo motiva, ma insegna anche la gestione dell'attesa.
L'orologio può essere adattato in complessità: una striscia con pochi simboli concreti per chi è nelle prime fasi, sequenze più elaborate con sotto-strisce per chi è in grado di gestirle. Come sempre nella CAA, non esiste una versione standard: esiste la versione giusta per quella persona, in quel momento.
