Una delle distinzioni concettuali più importanti nella CAA moderna è quella tra vocabolario di nucleo e vocabolario di fringe. Comprenderla cambia completamente il modo in cui si progettano i sistemi di comunicazione aumentativa.
Il vocabolario di nucleo — in inglese core vocabulary — è composto da un numero relativamente piccolo di parole di alta frequenza che vengono usate in quasi tutti i contesti comunicativi. Studi linguistici hanno dimostrato che un insieme di circa 200-400 parole costituisce la stragrande maggioranza del linguaggio parlato da qualsiasi persona, nella vita quotidiana. Queste parole includono verbi comuni ("fare", "andare", "volere", "essere"), pronomi ("io", "tu", "quello"), avverbi e aggettivi funzionali ("più", "ancora", "qui", "là", "diverso", "grande"). Non sono parole spettacolari, ma sono le parole che permettono di costruire frasi, esprimere intenzioni, commentare, chiedere, rifiutare, e fare praticamente tutto il resto.
Il vocabolario di fringe — fringe vocabulary — è composto invece da parole specifiche per persona e per contesto: nomi di persone, animali, luoghi, oggetti particolari della vita di quella persona. Queste parole variano enormemente da individuo a individuo.
Storicamente, la CAA si è concentrata principalmente sul vocabolario di fringe: si costruivano tabelle piene di nomi di oggetti e alimenti, ma con pochissime parole che permettessero di costruire frasi o esprimere intenzioni complesse. Il risultato erano sistemi comunicativi molto limitati, in cui la persona poteva al massimo denominare, non comunicare davvero.
L'approccio moderno parte dal nucleo: dare prima accesso alle parole di alta frequenza, poi espandere con il vocabolario specifico.
