Un sistema CAA, per quanto sofisticato e personalizzato, vale quanto le persone che sanno usarlo. Questo è forse il principio più sottovalutato di tutta la disciplina: la formazione dei partner comunicativi è il vero motore del cambiamento.
Chi sono i partner comunicativi? Sono tutte le persone che interagiscono con la persona con bisogni comunicativi complessi: genitori, fratelli e sorelle, nonni, insegnanti, educatori, assistenti, compagni di classe, amici. Ognuno di loro, nella misura del possibile, deve essere formato sull'uso del sistema CAA della persona.
Cosa significa essere formati? Non solo sapere come funziona tecnicamente il comunicatore. Significa capire i principi della CAA, sapere come modellare il sistema, come aspettare, come valorizzare ogni tentativo comunicativo, come espandere il vocabolario gradualmente, come adattare la propria comunicazione per renderla più accessibile.
La formazione dei partner comunicativi non è un evento singolo — un corso di una giornata — ma un processo continuativo. Si inizia con le basi, poi si approfondisce, poi si rifinisce con la pratica e l'osservazione reciproca. Richiede tempo, impegno, e un supporto costante da parte dei professionisti.
Il risultato, quando la formazione funziona, è visibile: le interazioni diventano più ricche, più bidirezionali, più soddisfacenti per tutti. La persona con bisogni comunicativi complessi trova finalmente interlocutori capaci di comprenderla e risponderle. E questi interlocutori, a loro volta, scoprono una persona molto più complessa e interessante di quanto avessero immaginato.
